Destini incrociati – Il prezzo della vittoria

 

Poche settimane dopo aver scritto questo post, ho ricevuto per posta la mia copia de “Il libraio”, giornale gratuito che presenta tutte le nuove uscite del gruppo editoriale Mauri Spagnol.
Sfogliandolo mi trovo davanti l’imbarazzante confutazione di quello che avevo scritto sul blog, e cioè che la saga della Straniera era finita.
Veniva infatti annunciata la pubblicazione del dodicesimo volume, intitolato “Destini Incrociati” a cui naturalmente, visto che so che tutti i libri della Gabaldon in Italia vengono pubblicati divisi in due tomi, sarebbe seguito il tredicesimo: “Il prezzo della vittoria”.
Neanche da dire sono andata prontamente in biblioteca e, essendo rimasta probabilmente l’unica tesserata a continuare a seguire questa saga (insieme a mia madre), ho trovato entrambi i libri lì sullo scaffale, nuovi nuovi, ancora presi a prestito da nessuno.
La storia dunque prosegue, divisa in diversi filoni ora: quello del presente dove troviamo Bree e Roger nella Scozia moderna (insieme ai bambini) e quello del passato dove seguiamo, all’inizio in modo separato, le vicende di Claire, Jamie e Ian da una parte e quelle di Lord Grey e William dall’altra.
Sono un po’ combattuta nel giudicare questi libri perché, come avevo già detto, la Gabaldon è un po’ come una droga.
Non puoi fare a meno di leggerla anche se sai benissimo che, sempre di più a ogni libro, ti troverai davanti a situazioni ormai un po’ ripetitive, a lunghi elenchi e ancor più lunghe descrizioni, a momenti morti che sarà difficile far passare.
Però sai anche che le parti in cui seguirai le vicende di Bree e Roger ti terranno incollata alla pagina, come anche la storia di Ian che piano piano si svela. E sai anche che la Gabaldon non ti permetterà di mollare il libro perché di tanto in tanto ti stupirà con colpi di scena e rivoltamenti della trama.
Insomma.
Con questi due nuovi capitoli la storia da una parte si fa scialba, un po’ per la poco interessante (per me) narrazione riguardo alle battaglie, un po’ perché non trovo il filone “Grey-William” affascinante come tutti gli altri.
D’altronde abbiamo nuovi accadimenti piuttosto interessanti, scene memorabili, un ritorno all’antica Scozia a me molto gradito e un finale che prospetta ancora molte, moltissime pagine di saga.
E, come ho già detto, i personaggi della Gabaldon finiscono sempre per mancarti, quindi credo che continuerò a leggere i suoi libri finchè l’autrice non deciderà che, finalmente, è ora di basta.

 


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