Prima gita di primavera

Alcune cose sono capaci di rimettermi in pace con il mondo.
Una di queste è visitare castelli.
Camminare fra antiche pietre che hanno visto tante vite scorrere nel tempo mi rasserena, non so perché.
Dopo le settimane di struggimento dovute al perduto viaggio in Giappone avevo bisogno di riscuotermi e di tornare a contatto con il mondo reale.
E dunque la prima gita di primavera. A caccia di castelli.
Siamo rimasti vicini a casa e l’itinerario prevedeva tre tappe: Dozza, Imola e Bazzano.

Dozza (da pronunciarsi con la “o” chiusa) è un piccolo borgo adagiato nelle colline Bolognesi, a un tiro di schioppo da Imola e per questo definita “Dozza Imolese”.
Si parcheggia all’ombra della Rocca e della cinta muraria (volute da Caterina Sforza) che ancora oggi circonda l’intero borgo.
La Rocca è completamente visitabile e ancora in parte arredata. Bellissima la cucina perfettamente conservata. Al suo interno troverete anche una pinacoteca e, nei sotterranei, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna.
Fuori dal castello basta poco per visitare il paese famoso per la “Biennale del muro dipinto” che, negli anni, ha finito per coprire quasi ogni abitazione di Dozza di bellissime opere pittoriche di ogni stile e genere.

Imola, che io ho sempre collegato all’autodromo dove fino a qualche tempo fa si disputava il Gran Premio di San Marino di Formula 1, è una tranquilla cittadina che possiede una fortezza posta al centro di un grande prato.
La fortezza, definita Sforzesca perchè iniziata da Gian Galeazzo Maria Sforza, deve il suo aspetto definitivo a Cesare Borgia e ai disegni di Leonardo da Vinci (nientepopodimenoche).
E’ un vero e proprio “castello a forma di castello”, come quelli che da bambini si fanno in spiaggia con i secchielli, con quattro massicce torri collegate fra loro da una possente cinta muraria.
All’interno è piuttosto spoglio, si visitano diversi ambienti in cui è ospitata un’interessante collezione di armi e si può passeggiare lungo il cammino di ronda in parte coperto.
Con il biglietto cumulativo è possibile andare a visitare anche Palazzo Tozzoni, poco distante dalla Rocca, incastonato nei bei palazzi storici del centro.
A differenza del castello il palazzo è completamente arredato, si visitano tre piani di appartamenti con ricchi arredamenti, molti dipinti, una bellissima biblioteca e un’interessante collezione che va dagli oggetti religiosi a una serie di bizzarre chincaglierie.
 
Arrivato ormai il tramonto eravamo abbastanza stanchini, complice il luculliano pranzo gustato “Da Patrizia”, osteria casalinga e accogliente trovata proprio lungo la via Emilia alle porte di Imola.
Dopo la salita (un po’ ripida in verità) che porta alla Fortezza della Signora di Canossa abbiamo dato solo una fugace occhiata al cortile interno e poi abbiamo deciso di tornarcene a casa, rimandando la visita alla prossima gita.


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