New York per caso – Il volo


Il disastro avvenuto in Giappone ci ha convinti, con molto strazio da parte mia, ad annullare il nostro viaggio programmato per Aprile.
Alitalia per circa un mese ha concesso ai possessori di biglietti aerei per Tokyo (solo per Tokyo, chi aveva deciso di tornare via Osaka ha perso il valore di quella tratta) di poter cambiare destinazione, partendo entro maggio 2011 e mantenendo la classe di prenotazione, senza pagare la penale prevista dal loro regolamento, quindi abbiamo deciso di approfittarne.
L’offerta sembrava allettante ma nascondeva un piccolo inghippo che proverò a spiegarvi brevemente.
Quando si acquista un volo, a seconda che la prenotazione avvenga mesi o pochi giorni prima, di lunedì piuttosto che di sabato, alle otto del mattino piuttosto che a mezzanotte, il prezzo per avere lo stesso identico servizio cambia.
La cosa è dovuta a una serie di studi compiuti dagli psicologi-addetti marketing di Alitalia che hanno creato all’uopo la “tabella delle classi di prenotazione”.
Tali classi sono contraddistinte da una lettera che vi ritroverete nella vostra bella mail di conferma, che al momento non vi dirà più di tanto e che, se riuscirete a partire, potrete tranquillamente dimenticarvi per sempre.
Io ho dovuto affrontare il problema della classe quando ho deciso di cambiare tratta.
Ho scoperto che ogni classe di prezzo possiede differenti caratteristiche, per farvi capire, la mia che era la classe N, aveva quella di poter sempre cambiare destinazione senza pagare la penale.
In pratica, io a settembre 2010 ho comprato due biglietti per un volo andata e ritorno da Tokyo per aprile 2011. La tariffa N mi permetteva, essendoci di mezzo così tanti mesi, di poter cambiare idea. E questo, mi direte voi, è buono.
L’unico problema è che io ho cambiato la mia tratta ad Aprile 2011, commutandola con una per Maggio 2011, i 7 mesi di distanza fra prenotazione e volo sono diventati 1 e la mia possibilità di cambiare idea è diventata a questo punto molto, molto più cara.
In soldoni, se il mio primo acquisto era stato conveniente (600 euro a testa per andare e tornare da Tokyo), il totale del secondo non lo è stato per nulla (760 euro a testa per andare e tornare a New York).
D’altronde, annullare la prenotazione e basta mi sarebbe costato 300 euro quindi a questo punto abbiamo deciso che almeno avremmo avuto un viaggio con cui poterci consolare.
 
Veniamo dunque al volo per New York.
Il bello di prenotare direttamente con Alitalia è che c’è la possibilità di fare il check-in on-line e di scegliersi i posti sull’aereo prima di tutti gli altri.
Entrambe le operazioni, a quanto dice il sito, sono eseguibili a partire dal giorno precedente la partenza (io ci ho provato anche una settimana prima ma naturalmente non c’è stato verso).
Dovendo partire di sabato, già dalla prima mattina di venerdì mi sono messa a compilare tutti i campi dei dati necessari al check-in per vedermi però fallire l’operazione alla fine di ogni tentativo.
Chiamando il call center è saltato fuori che c’erano problemi al sistema informatico “Riprovi più tardi, signora”. E così ho fatto, fino a sera, non riuscendo a ottenere nulla di fatto.
Alla fine, giusto per non lasciare nulla di intentato, ho richiamato il call-center e, facendo due chiacchiere con l’operatrice, è saltato fuori che avrei comunque dovuto fare il check-in al banco (il sistema informatico era ancora impallato) ma che i posti me li poteva riservare lei. Tesoro!
“Quali posti preferisce?”
“Finestrino, il più avanti possibile, grazie”
“Oh, guardi, mi dispiace, ma l’aereo è già pieno, gli unici posti vicini che ho sono centrali e alla fila 29” (su 40 totali nda)
“Ma, scusi, com’è possibile? Il check-in on-line si poteva fare solo oggi e il sistema è impallato da stamattina…”
“Non saprei proprio, ma a me risulta tutto pieno, glieli assegno lo stesso?”
L’alternativa era rischiare di trovarci con due sedili separati, quindi ho accettato. Per il ritorno siamo riusciti a riservare i posti addirittura alla fila 21, un vero lusso. Posti centrali, of course.
Pensate che sia finita qui?
Oh no.
Sabato mattina andiamo al check-in, consegnamo i documenti alla hostess e ci sentiamo dire “Io qui ho l’assegnazione di un posto”
“Si” rispondo io “Ieri ho chiesto l’assegnazione dei posti al vostro call-center”
“Ma qui ho assegnato un posto solo, non due”
“Beh, mi dia anche quello accanto allora, la sua collega ha detto che era libero”
“Eh, mi spiace, ma non lo è più, vi cerco altri due posti?”
In breve ci siamo ritrovati oltre la fila 30, sempre posti centrali, naturalmente.
E al ritorno?
Al ritorno della mia assegnazione non c’era proprio traccia, aereo pieno, naturalmente. Siamo finiti nei posti centrali della fila 29.
 
Io non avevo mai volato con Alitalia prima.
Sarò sincera, ogni volta che ho telefonato al call-center sono sempre stata trattata con cortesia e ogni volta ho trovato disponibilità e risposte (anche se non quelle che speravo).
Gli aerei erano entrambi nuovi, puliti, con monitor su ogni sedile.
Il cibo all’andata è stato persino buono e non ci è mancato nulla in entrambe le tratte.
 
Però il personale a terra lascia veramente a desiderare. A entrambi i check-in la questione della mia assegnazione fallita è stata liquidata con sprezzo, persino con atteggiamenti scocciati e il personale di volo è decisamente un po’ rude, anche se efficiente.
Lo so che non volavo in business class, ma il fatto di aver speso ben più del valore del mio volo mi ha portato a essere un tantino insofferente.
E dopo aver chiuso la centesima telefonata con Alitalia per chiarire l’ennesimo qui-pro-quo, vi assicuro che ne avevo le scatole davvero piene, nonostante la gentilezza delle addette.
 
 
 

 
 
 


Sorry, Comments are closed.