New York per caso – Guide e Hotel

Abbiamo scelto New York perché Alitalia, fra le sue mille clausole, imponeva che il volo rimanesse intercontinentale, e le alternative non è che fossero infinite.
L’abbiamo scelta perché una città grande come lei richiede almeno una settimana per visitarla e, avendo accorciato le nostre ferie, questo ci concedeva di dover prenotare solo un hotel e nient’altro.
Vi assicuro che, dopo aver trascorso quasi un anno a studiare e organizzare un viaggio in Giappone e averlo visto andare in fumo, nonostante la mia passione per questo genere di cose, neppure io avevo la minima voglia di riprendere una guida in mano.

Così le ho comprate (Routard e Chat@win), ma le ho lasciate lì per un bel po’ di giorni, dimenticate sul tavolo.
A New York si può andare anche senza una gran programmazione. Anzi, a parte informarsi un po’ riguardo a come ci si muove e a quali siano le principali attrazioni, mi sento (incredibile!) di consigliare di viverla un po’ così, alla giornata, seguendo i dettami del meteo e della vostra voglia.
Per la prima volta ho deciso di “tradire” la Lonely Planet.
Le guide Routard le conoscevo già e devo dire che anche questa non non ha deluso, è un libro divertente da leggere, pieno di notizie e curiosità e, a differenza della LP è molto più precisa riguardo alle tariffe.
La Chat@win mi è stata consigliata dall’amica che gestisce la libreria del viaggiatore dove l’ho presa. Ha un formato molto accattivante che riprende le mitiche moleskine ed è organizzata in “itinerari”, veramente molto particolareggiati, forse persino troppo se non si ha molto tempo a disposizione come noi. Però le sue mappe sono utilissime e molto precise.
In entrambe, abituata troppo bene dalla LP, ho trovato solo un po’ carente l’aspetto dell’indice: reperire le informazioni non è immediato e si perde un po’ di tempo a sfogliarle.
 
Per quanto riguarda l’albergo abbiamo deciso di cercarlo più “centrale” possibile, cioè a Midtown.
Dormire a New York non è economico, ma si può risparmiare scegliendo zone di Manhattan più periferiche come Harlem o addirittura optando per gli altri boroughs come per esempio Brooklin o il Queens collegati al “centro” con la metropolitana.
La metro è pulita, veloce ed efficiente ma, se è la vostra prima volta qui, mi sento di consigliare di rimanere a dormire a Manhattan perché i treni notturni offrono servizio 24h solo al suo interno e di sera i collegamenti con “l’esterno” sono più rari.
Si risparmia anche affittando un appartamento, ma per quelli è meglio muoversi con un anticipo che noi purtroppo non avevamo a disposizione.
Tornando a noi, abbiamo gironzolato qualche giorno fra le offerte di Booking.com, abbiamo confrontato le opinioni di Tripadvisor.it e alla fine abbiamo scelto un design hotel sulla 47th street, fra la 6th e la 7th avenue, letteralmente a due passi da Time Square: lo Stay Hotel.
I viaggiatori su internet ne lodavano la posizione criticandone però le stanze piccole e rumorose ai piani bassi a causa del disco club sito al piano terra.
Al nostro arrivo in effetti la mia unica preoccupazione era quella del silenzio, ed ero già pronta a chiedere, nel caso ci fosse stata assegnata una camera “bassa”, se fosse possibile cambiarla.
Quando la gentilissima receptionist ci ha consegnato le chiavi elettroniche di una stanza all’ottavo piano eravamo talmente sollevati che, per non rischiare di perdere quel colpo di fortuna, abbiamo rifiutato l’offerta di cambiare la nostra camera “very small” con una più grande.

Lo Stay Hotel ha una reception di design, arredata con opere d’arte, con un acquario che arriva al soffitto e con poltroncine di pelle bianca illuminate da led blu.
Ha solo due ascensori che, in effetti, sono un po’ lenti. Le camere sono moderne, dotate di un grande televisore a parete, di un bagno piccolo ma comodo e, cosa non scontata a New York, sono molto pulite.
La nostra era effettivamente molto piccola, con un letto a una piazza e mezza e senza armadio, sostituito da un appendi grucce di metallo cromato. Avendo però a disposizione un tavolo, un grande comodino e una sedia (pitonata), siamo riusciti a incastrare tutte le nostre cose. In fondo, qui ci tornavamo solo per dormire.
Il mio giudizio complessivo per questo hotel rimane positivo. Il personale è sempre stato gentile, gli asciugamani venivano cambiati ogni giorno, la nostra stanza era silenziosa e la postazione internet gratuita dalla reception è utile. E beh, naturalmente la posizione è la migliore che si possa trovare.
L’Aspen Club offre colazioni, brunch e cene ma non posso dare giudizi perché abbiamo sempre mangiato fuori. Però sappiate che il locale è arredato come una baita alpina con tanto di finto caminetto con perenni fiamme digitali.


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