New York per caso – L'arrivo

Siamo atterrati all’aereoporto JFK di New York verso le 16:30, con un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia e per questo ci siamo trovati in coda ai cancelli dell’immigrazione insieme a qualche migliaio di persone.
In pratica, quando è stato finalmente il nostro turno di parlare con l’agente di polizia, rispondere alle sue domande e lasciare le nostre impronte digitali, erano ormai passate le sette di sera.
Vi dico solo che la nostra valigia era stata ormai tolta dai nastri trasportatori e abbandonata in giro sul pavimento della grande sala del terminal 1. Però c’era e, dopo averla recuperata, siamo usciti alla ricerca di indicazioni sull’Air Train.
Consiglio pratico:
Per andare dall’aereoporto JFK a Manhattan avete tre soluzioni:
1)      Il taxi – costoso e lento a seconda dell’orario e del traffico
2)      Lo shuttle bus – un servizio offerto dall’aereoporto che carica un certo numero di viaggiatori e poi li porta direttamente davanti all’albergo. Non conosco le tariffe ma anche questo mi dà l’idea di essere piuttosto lento
3)      L’Air Train abbinato alla metro.


Naturalmente abbiamo scelto la terza che si è rivelata piuttosto vincente. Le indicazioni, precise e frequenti, ci hanno condotto in breve alla fermata del treno, che, dopo aver fatto tappa in tutti e 8 i terminal dell’aeroporto, ci ha portato a Jamaica Station, da dove parte anche la metropolitana.
Qui ci è bastato pagare 5 dollari per il passaggio con il treno e 2 dollari per acquistare una corsa semplice della metro.
Dovendo arrivare sulla 49esima, a Queens Plaza abbiamo cambiato dalla linea blu a quella gialla e in pochi minuti siamo arrivati a destinazione, uscendo a due passi dall’ingresso del nostro hotel.

E in quei due passi abbiamo avuto il nostro primo vero incontro con New York.
Era ormai buio, le nove se non ricordo male, e siamo sbucati in una strada illuminata a giorno, circondata da grattacieli le cui facciate erano completamente ricoperte di megaschermi luminosissimi e letteralmente gremita di gente.
Welcome to Time Square!
Dopo aver appoggiato le valigie e fatto una doccia veloce siamo subito tornati a tuffarci in quell’atmosfera surreale.
Tutte quelle luci, quella gente, e poi le sirene della polizia (abbiamo assistito a un arresto in diretta!) e quel cielo nero in cui le cime dei grattacieli scomparivano inghiottite dalle nubi.
Indescrivibile.

 

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