Inkheart – La leggenda di cuore d'inchiostro





PERCHE’: Ho letto di Inkheart su Anobii su un gruppo di discussione in cui alcuni lettori ne parlavano come di un libro bellissimo di cui stava per uscire il film.

Avevo deciso di leggere prima il libro, naturalmente, ma, naturalmente, la lista delle mie letture era già un po’ troppo fitta e quindi mi sono dovuta adattare ad invertire l’ordine di film e libro.

 

TRAMA: Mortimer Folchart, detto “Mo”, è un rilegatore di libri ma, cosa più importante, è anche un “Lingua di Fata”, cioè una di quelle rare persone capaci di richiamare nel mondo reale i personaggi dei libri quando li leggono a voce alta.

Mo ha scoperto questo suo potere quando una sera, leggendo ad alta voce una fiaba dal titolo “Inkheart” alla loro bambina Meggie, vede comparire davanti a sé il malvagio Capricorno e il giocoliere Dita di Polvere, due personaggi del libro  stesso e, contemporaneamente, scomparire Resa, sua moglie, inghiottita per magia dalle pagine del libro.

Da allora Mo non ha mai più letto favole a Meggie, non le ha mai permesso di farlo a sua volta e, soprattutto, gira il mondo alla continua ricerca di una copia di quello specifico libro.

Quando finalmente riesce a trovare una copia di Inkheart ricompare però Capricorno che rapisce lui e Meggie (ormai dodicenne) perché leggano di nuovo per lui.

 

PER ME: Nonostante sia una produzione americana questo film è lontano dalle atmosfere patinate e sognanti di film come Stardust, nonostante in entrambi i casi si tratti di trasposizioni di fiabe.

E’ una cosa che avverti fin dall’inizio, perché non ti ritrovi catapultato in un altro mondo grazie agli effetti speciali e alle scenografie computerizzate. No, qui sei nel mondo reale, italiano, fra l’altro, il mondo dei bei monti e delle belle valli Liguri, per la precisione.

Credo che questo abbia in qualche modo contribuito a rendere questo film particolare, di meno successo al botteghino rispetto ad altri film “fantasy”, di sicuro, ma per me in qualche modo un po’ più speciale.

Il cast non mi ha convinto del tutto, sarò sincera; Fraser è bravo, ma ad interpretare un “Lingua di Fata” avrei immaginato un attore con una faccia diversa. D’altronde ho letto che è stata proprio la scrittrice Cornelia Funke a volerlo per quella parte dicendo che il personaggio del suo libro era nato proprio sulle sue fattezze.

Poco convincente per me anche la faccia di Capricorno (l’attore che ha dato i movimenti e in parte l’aspetto al Gollum del Signore degli Anelli).

Perfetti invece Dita di Polvere (che forse, visto il suo potere con il fuoco, nella versione  originale poteva essere Dita di Cenere), la zia Elinor, il vecchio scrittore e Resa. Un voto in sospeso per l’attrice che fa Meggie: per lei aspetto di leggere il libro.

La storia comunque è semplice e bellissima, una vera fiaba di quelle “di una volta”, piena di magia e buoni sentimenti.

Ho amato in particolare, oltre all’idea dei “Lingua di fata”, che trovo meravigliosa, quella dei personaggi richiamati da un lettore balbuziente incompleti e con i caratteri di stampa del loro libro tatuati sulla pelle. E’ un’idea con un impatto visivo bellissimo.

In definitiva un film che potrebbe deludere qualcuno, non entusiasmare qualcun altro ma che ai veri sognatori rimarrà senz’altro nel cuore.

 


One Response to "Inkheart – La leggenda di cuore d'inchiostro"

  • Non sono riuscito a vederlo!!!

    Mi rifarò col DVD perché in effetti mi aveva convinto, ancor più dopo la tua recensione 😉

    1 utente anonimo said this (12 marzo 2009 at )