New York per caso – The End


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Per colazione torniamo in quello che rimarrà il nostro ristorante preferito a New York per assaggiare un’altra tipica colazione americana: bagels e scrumbled eggs. Anche questa mattina l’impresa di vuotare il piatto è ardua ma ne usciamo vittoriosi e ingrassati almeno di un paio di chili. Ma ci aspetta l’ennesima scarpinata quindi scacciamo con leggerezza i sensi di colpa.
Oggi ci dedichiamo allo shopping e ai souvenirs, ripercorriamo la 5° e rientriamo in hotel a pranzo per riposare i piedi, posare le shoppers e mangiare un po’ di frutta fresca.
Nel pomeriggio ci spostiamo nel West Side e andiamo a vedere l’High Line Park, ricavato da quella che avrebbe dovuto essere una linea del treno sopraelevata ma che, dichiarata pericolosa, non fu mai messa in funzione.


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Oggi le traversine sono parzialmente coperte da un camminamento in legno e circondate da aiuole verdi e fiorite. Ci sono panchine, tavolini, sdraio e persino una specie di micro-torrente-zen dove potersi rinfrescare i piedi. Il tutto a circa quindi metri di altezza fra vecchi palazzi in mattoni rossi, magazzini e grattacieli. Un’idea molto bella, architettonicamente suggestiva, da non perdere davvero.
Per cena ci infiliamo in una steak house che si rivela essere di cucina italiana.

Ultimissimo giorno a New York.
Colazione con french toast, uova e bacon, poi di corsa a fare le valigie che l’hotel ci terrà in custodia fino all’ora della partenza.


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Ultimi giri intorno a Times Square, visitiamo il negozio Disney (me-ra-vi-glio-so), un altro negozio giocattoli dotato nientepopodimenoche di una ruota panoramica e di un T-Rex animato e ruggente a grandezza naturale. Ci perdiamo nei meandri in penombra dell’Hard Rock Cafè, e nel negozio di souvenirs del Ristorante Bubba Gump.
Pranzo leggero con un’insalata in un “Prèt à manger” proprio dietro al Rockfeller Centre.
Torniamo allo Stay a prelevare le valige e, un po’ mesti, riprendiamo la metro per l’ultima volta per raggiungere il JFK.
La vacanza è davvero finita…
 
E così salutiamo New York, la città dove non si è mai soli, e che non conosce il silenzio.
Una città ordinata anche se non sempre pulita, una città efficiente e sicura.
Una città dove c’è posto per tutti e per ogni mestiere. Una città dove tutti sono immigrati e tutti sono cittadini.
Una città di grattacieli e negozi dove il lusso conta ma talvolta è liso e invecchiato. Una città piena di cose da fare e persone da vedere.
Salutiamo i Newyorkesi cordiali ma sempre di corsa, eleganti ma mai snob. Quei newyorkesi che vivono la loro città godendosela nei suoi ampi ritagli di cultura e di verde.
Salutiamo gli americani che con noi sono stati sempre sorridenti e mai invadenti e che ricorderemo con affetto.


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