Arrietty

E’ arrivato il nuovo film dello Studio Ghibli.
Arrietty, la Prendinprestito (tradotto in italiano con “Il mondo segreto sotto il pavimento”, vabbeh…) è la storia dell’incontro fra Arrietty, novella “Pollicina” che vive con la sua famiglia sotto il pavimento di una vecchia villa e “ricicla” gli oggetti degli umani e Sho, ragazzino umano malato di cuore.
Anche se, dopo Ponyo sulla scogliera, torniamo a un film adatto anche ai più grandi, la trama è molto semplice e sono presenti i temi cari a Miyazaki: la diversità, la natura e la malattia, oltre al confronto/scontro fra chi ha occhi per vedere la magia (adulti o bambini che siano) e chi invece riesce solo a distruggere ogni bellezza e incanto.
Come sempre nelle storie di Miyazaki si viene trasportati nell’atmosfera ovattata di un Giappone rigogliosissimo di natura al di fuori delle metropoli, pieno di fiori, animali, pioggia e cicale.
Come sempre si ride, si sorride e ci si intristisce anche un po’.
Questa volta però c’è un elemento che domina su tutti gli altri.
Per rendere in modo coinvolgente il mondo della piccola Arrietty, gli autori hanno deciso di utilizzare i suoni. Questo è un film che va ascoltato con molta attenzione, perché solo così potremo capire come vivrebbe una creaturina alta dieci centimetri nella nostra casa e nella nostra vita.
Le voci, i fruscii, i ronzii, i tintinnii, la pioggia, il vento, le foglie, le gocce di the: ogni piccolo particolare è reso a misura di Prendinprestito. E questo rende il film un’avventura speciale come tutte quelle proposte dallo Studio Ghibli e da Miyazaki.
Altro punto di assoluto merito è la colonna sonora: l’arpa e la voce di Cécile Corbel, musicista bretone che riesce ad adattare alla perfezione la musica celtica all’ambientazione nipponica, sono un regalo bellissimo.


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