Twilight





PERCHE’:

Perché ultimamente sono incuriosita dai fenomeni letterari; da quei libri che escono e vendono milioni di copie e per cui la gente sembra letteralmente impazzire fondando fans club, gruppi di discussione e persino sette.

 

TRAMA:

La madre di Bella sta con un giocatore di baseball che vorrebbe seguire nelle sue trasferte, così la ragazza che oltre a chiamarsi “Bella” è anche “Brava”, la lascia libera e si trasferisce da Phoenix a Forks, paesello situato in una delle regioni più piovose degli USA.

Nonostante Bella si definisca bruttina, impacciata, imbranata e praticamente inadatta a tutto, appena arriva nella nuova scuola pare conquistare i cuori di tutti i ragazzi presenti, compreso quello di Edward Cullen, bellissimo (e ripeto – bellissimo-) giovine membro di una famiglia composta da padre, madre e 4 fratelli tutti assolutamente – bellissimi –

Il rapporto fra i due inizia con lei che si innamora al primo sguardo e lui che le sta appiccicato come la colla ma che continua a ripeterle “Devi starmi lontana perché io sono pericoloso”.

Si scoprirà infatti che i Cullen sono una famiglia di Vampiri (ebbene si), però di quelli buoni, infatti si nutrono solo del sangue di animali.

Naturalmente la passione vincerà sulla paura e i due rimarranno a fissarsi per interminabili minuti lungo tutto lo scorrere della vicenda che porterà addirittura Bella ad essere attaccata da un gruppo di Vampiri Cattivi di passaggio.

 

PER ME:

Ero partita abbastanza prevenuta su questo libro avendo letto qualche critica piuttosto feroce. Ma di solito tendo a voler giudicare con i miei occhi e quindi, a tempo perso, avendo preso il libro a prestito, mi sono snocciolata le avventure di Bella ed Edward.

Uno dei pregi che avevo sentito fare alla scrittura della Meyer era che fosse scorrevole e veloce.

Si, scorrevole e veloce, ma aggiungerei anche estremamente e drammaticamente semplice.

La storia è niente di più niente di meno che una trama da romanzetto Harmony in versione adolescenziale. Non succede praticamente nulla e i due eroi si innamorano perdutamente in un baleno e senza colpo ferire.

E fin qui, diciamo, niente di male, per chi ama il genere.

Il problema è che la Meyer ha voluto scrivere una storia di Vampiri, probabilmente per aggiungere un po’ di pepe, per inserire l’elemento Gothic, per discostarsi dal genere “rosa” e infilarsi in quello “dark”.

Beh, a mio parere poteva proprio evitare.

Io sono abbastanza affezionata alla figura del vampiro e Twilight me la sminuisce in modo abbastanza vergognoso. Innanzitutto per mancanza di spessore, per mancanza di risposte e poi per mancanza di rispetto verso tutti i canoni classici del Vampiro.

Ha voluto che i due si innamorassero fra i banchi di scuola quindi aveva bisogno che i suoi vampiri potessero camminare di giorno.

Per ovviare alla cosa avrebbe potuto inventare un nuovo “tipo” di Vampiro, e la cosa sarebbe stata fattibile, dignitosa, interessante persino.

Ma la Meyer non ha colto l’occasione. I Cullen abitano a Forks perché è un paese in cui praticamente il sole non c’è mai e quando c’è stanno tutti a casa da scuola e dal lavoro.

Perché il sole li ucciderebbe direte voi.

Se comunque fa loro schivare il sole significherà che sono dei Veri Vampiri nonostante il loro buonismo.

E invece no.

I Vampiri della Meyer schivano il sole perché questo fa RISPLENDERE la loro pelle. Avete letto bene. Al sole i Cullen sbrilluccicano.

Ma passiamo oltre.

I Cullen sono assolutamente, immancabilmente, disgustosamente perfetti. Tutti. Sono tutti bellissimi, bravissimi, ricchissimi, unitissimi, gentilissimi, potentissimi, velocissimi, coraggiosissimi, fedelissimi, nobilissimi.

La cosa dopo qualche capitolo fa salire una certa nausea.

Inoltre Carlisle, il capostipite, è nientemeno che un medico, un chirurgo, un primario. Giàggià, un vampiro che fa il medico, che non beve sangue umano ma se ne sta tutti i giorni e tutto il giorno ad auto infliggersi la tentazione dell’averne sottomano a litrate.

Ma quello che veramente dà la nausea in questo lungo romanzo (si, è lunghissimo, libri pieni di nulla come questi non dovrebbero superare le poche decine di pagine) sono i pensieri di Bella.

Che sono sempre uguali. E sempre incentrati su Edward. Anzi, mi correggo, sono incentrati esclusivamente su QUANTO SIA BELLO Edward.

 

IL FILM:

Non soddisfatta pienamente dalla lettura di questo romanzo ho voluto chiudere definitivamente la partita guardando anche il film.

No, non sono masochista, la visione è stata organizzata insieme a degli amici e in seguito ad un luculliano pranzo innaffiato da una robusta bottiglia di Sangiovese.

Doveva essere un pomeriggio all’insegna del trash e delle risate.

Che dire.

La luce durante tutto il film vira dal blu al nero il che fa apparire tutti i personaggi assolutamente cadaverici.

Ma dovendo rappresentare un paese in cui non c’è quasi mai il sole, ci poteva anche stare.

Il pallore di Bella però in certi punti fa davvero paura.

Il film segue in modo abbastanza fedele il libro, rende a mio parere una briciola più coerente la presenza e l’arrivo dei vampiri cattivi (che la Meyer pareva semplicemente aver incollato a circa tre quarti del libro) e mantiene tutte le aspettative di un fan.

Do un avvertimento ai “non fan”. Prima di vederlo ho seriamente temuto che ci fosse lungo tutto il film una voce fuori campo a farci testimoni dei pensieri di Bella sulla perfezione e bellezza di Edward e ho tirato un sospiro di sollievo non appena ho capito che non era stata inserita.

Il problema è che non è stata sostituita da nulla, quindi il risultato è che i protagonisti si FISSANO per lunghissimi e silenziosissimi minuti fatti di inquadrature dei loro occhi pallati e delle loro pallidissime facce.

Il risultato è che il film per l’80% è lentissimo e al limite dell’angosciante.

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2 Responses to "Twilight"

  • beh, direi che ogni ulterioe aggiunta e’ superflua 😀

    XX

    1 utente anonimo said this (27 marzo 2009 at )


  • Capisco la tua voglia di affrontare i casi letterari, ma secondo me un po’ masochista lo sei… non ho mai pensato di leggerlo perchè intuivo che non facesse per me, ma non mi immaginavo che fosse una cosa così ignobile.

    2 utente anonimo said this (27 marzo 2009 at )