Alsazia – Colmar – 2





Cosa fare e vedere.

 

IMGP0657Colmar.

Per prima cosa andate all’ufficio del turismo che trovate in Rue Unterlinden e procuratevi il pieghevole con la piantina turistica (disponibile anche in italiano) in cui viene suggerito un bell’itinerario che tocca tutte le principali attrazioni della città.

Colmar ha conservato il suo centro storico ristrutturando le belle case a graticcio e rendendolo quasi del tutto zona pedonale quindi è piacevole passeggiare e perdersi fra i suoi vicoli scoprendo ad ogni svolta qualche angolo grazioso e caratteristico da fotografare.

Le cose da non perdere sono: la Maison de têtes, la bella Place des DomenicaIMGP0648ins con la sua imponente cattedrale gotica che purtroppo abbiamo sempre trovato chiusa, la caratteristica Maison Pfister, e tutto il bel quartiere a sud della Cattedrale di Colmar, l’antico Corpo di Guardia e l’antica Dogana, il quartiere dei Conciatori e per finire il quartiere denominato Petite Venise, con le case colorate che si specchiano nei placidi canali.

Menzione a parte per il Museo Unterlinden, considerato il fiore all’occhiello di questa piccola città. Il museo si trova all’interno di un antico chiostro appartenuto ai Domenicani e per me l’ambientazione merita da sola il prezzo del biglietto. Nelle diverse sale troverete varie esposizioni, dai ritrovati celtici alla collezione di cuffiette in pizzo per signore, dalla pittura tedesca alle sculture religiose. L’opera maggiormente pubblicizzata del museo è il gigantesco Polittico d’Issenheim composto da ben IMGP0649undici enormi pannelli dipinti o scolpiti che venivano aperti come una sorta di libro a seconda delle occasioni. Una nota decisamente di merito ai due quadri di Picasso, al Rembrant (forse però solo ospiti temporanei) e al ben conservato mosaico romano.

Nel caso imboccaste la strada verso Strasburgo non stupitevi di incontrare la Statua della Libertà proprio al centro di una rotatoria: Colmar è la città che ha dato i natali a Monsieur Bartholdi, scultore e creatore della celeberrima signora con la fiaccola.

IMGP0651Il castello di Haut Koenigsbourg.

A poche decine di chilometri da Colmar, arroccato su una collina coperta di boschi che domina i vigneti per cui questa regione è famosa fin dall’antichità, si trova uno dei più visitati castelli di Francia.

Il castello, che risale al XII secolo, fu in gran parte distrutto dalle guerre ma a inizio secolo fu ristrutturato dall’architetto Bodo Heberardt che prima di iniziare i lavori si preoccupò di compiere approfondite ricerche archeologiche. Ne risulta un fedele esempio di fortezza medievale le cui stanze furono poi arredate con pezzi originali donati dagli abitanti della regione.

La visita è interessante e personalmente ho trovato il castello, diversamente dai suoi pari d’oltralpe, molto accogliente e perfettamente vivibile; merito probabilmente del perlinato che veniva usato per coprire le pareti interne (più utile e meno polveroso dei nostri arazzi) e delle bellissime stufe di maiolica presenti in ogni stanza (alcune addirittura dotate di sedile riscaldato).


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Consigliata anche una passeggiata fra i vicoli della Vieille Ville (Città vecchia) della graziosa cittadina di Selestat, posta giusto ai piedi del colle su cui sorge il castello.

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Nel tragitto di ritorno verso l’Italia abbiamo deciso di fermarci per una veloce visita a Bellinzona, nel cantone italiano della Svizzera.

La città, circondata dai monti, è dominata da tre castelli considerati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. Noi siamo riusciti a visitare solo le mura e i cortili di uno di essi le Chateau Grand o Castelgrande, perché gli altri erano chiusi ma credo che tornerò per visitare anche Montebello e Sasso Corbaro.

Per il resto Bellinzona mi è parsa una bella città, con grandi piazze su cui affacciano palazzi decorati, ordinata e pulita, una città in cui deve essere bello vivere insomma.


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