Tokyo: Asakusa, Akihabara, Shibuya

Lunedì 6 agosto


dscn0978

In Giappone, vi sembrerà strano, io ci sono andata in particolar modo per i templi, perché da sempre sono stata affascinata da quelli scintoisti: i torii rossi, il contatto con la natura, le preghiere affidate agli alberi e al vento, le divinità naturali e i demoni. E poi nei cartoni animati le sacerdotesse erano sempre fighissime con i loro abiti bianchi e rossi, i loro archi magici e le loro bellissime pettinature.
Iniziamo quindi con il quartiere che conserva la storia dell’antica Tokyo quando si chiamava ancora Edo: Asakusa.
dscn0988

Sotto un cielo nuvoloso iniziamo la visita dal Senso-ji e facciamo proprio tutto per bene: ci purifichiamo alla fonte con il mestolino, compriamo e accendiamo i nostri incensi crogiolandoci nel loro fumo e a quel punto una giovanissima professoressa ci aggancia chiedendoci se parliamo inglese. Neanche il tempo di rispondere che “Insomma, così così” e ci viene appioppato un timidissimo studente che inizia a parlarci del Kaminarimon, la porta del Tuono e delle leggende legate ai due Déi della guerra che la custodiscono. Alla fine ci facciamo una foto tutti assieme.


dscn0991
dscn1002
dscn1016

Finita la visita al tempio inizia a piovere e non sto parlando di pioggerella estiva come la conosciamo noi, qui diluvia davvero!
Ci rifugiamo prima sotto le tettoie delle bancarelle, poi, scacciati dai negozianti, sotto la galleria di un centro commerciale dove scopriamo che comprare cose semplici come un deodorante spray non è affatto scontato visto che tutto ma proprio tutto è scritto esclusivamente in giapponese!
Anche qui veniamo agganciati, questa volta da un vecchio che cammina tutto storto che inizia a parlarci (credo) del posto dove lui ha fatto la guerra. Visto che non riusciamo a capire il nome della località (a suo parere celeberrima) alla fine ci rimprovera per la nostra ignoranza e ci esorta a studiare di più.
A pranzo ci rifugiamo in un localino da ramen e qui superiamo brillantemente la nostra prima prova bacchette.
Visto che continua a piovigginare decidiamo di andare al Tokyo National Museum che si trova nel parco di Ueno, ma, dopo aver attraversato praticamente tutto il parco, lo troviamo chiuso. Perché è lunedì e tutti sanno che il lunedì i musei di Tokyo sono chiusi!
Non ci perdiamo d’animo e con i nostri ombrelli nuovi di zecca ci dirigiamo verso la prossima tappa della giornata: Akihabara.


dscn1032

Usciti dalla metro per prima cosa prendiamo la direzione sbagliata e ci facciamo una scarpinata sotto al diluvio in un quartiere anonimissimo e soprattutto deserto, poi, tornati indietro, più che altro per asciugarci le scarpe, ci facciamo otto piani di un enorme store di elettronica convincendoci che, non avendo visto altro tutto attorno, Electric City sia solo questo.
Un po’ perplessi facciamo merenda in una pasticceria della catena Vie de France dove la cameriera piuttosto che rispondere alle mie domande in inglese non ci fa pagare la consumazione (alla fine le ho messo i soldi contati in mano per salvarla dalla crisi di panico) e dove subiamo il tradimento di un dorayaki esposto in mezzo ai dolci che invece si rivela pieno di carne e cipolle XD.


dscn1042
dscn1044

Alla fine, vagando alla ricerca della stazione della Ginza Line troviamo la vera Electric City e la percorriamo tutta entrando anche in un paio di incredibili negozi su più piani interamente dedicati ai pupattolini (action figures) dei personaggi di manga e anime. Anche qui ci sono le butta-dentro vestite da bamboline.


dscn1048
dscn1049
dscn1050

Doccia poi fuori per cena, destinazione: Shibuya!
Il quartiere non delude, pienissimo di luci, suoni e colori che tanto ricordano Time Square. Ceniamo in un ristorante col bancone attorno alla cucina e i bottoni fuori per ordinare. Al nostro ingresso la cameriera lancia il suo “Irasshaimaseeeeee” imitata subito dopo dal coro dei cuochi con gli stivaloni di gomma che scolano gli spaghetti a terra.
Giro per il quartiere fra giovani vestiti nei modi più disparati, un saluto alla statua di Hachiko, un pan-di-spugna come dessert e poi a nanna.


dscn1064
dscn1068

Nota del giorno: Prima di ogni pasto ti portano la salvietta per lavarti le mani, anche se compri il pranzo al supermarket. E all’ingresso dell’hotel c’è un dispenser di disinfettante con cui pulirsi prima di salire in camera. Quando si dice l’amore per l’igiene.


Sorry, Comments are closed.