Tokyo: Yoyogi Park, Shinjuku

Martedì 7 agosto

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Questa mattina ricominciamo da dove avevamo lasciato, cioè da Shibuya, con la colazione più cara e meno soddisfacente di tutto il viaggio da Starbucks.
Prima di iniziare il giro ci fermiamo in stazione all’ufficio JR per prenotare alcuni dei treni che dovremo prendere nei prossimi giorni. Grazie al cielo a casa mi ero preparata una tabellina con le date, gli orari e persino il nome dei treni. Nonostante cotanta precisione di dati l’impiegata ha faticato lo stesso un bel po’ e alla fine alcune tratte non è comunque riuscita a prenotarle… mah.
Foto ad Hachiko con il sole e poi iniziamo con la collina dei love hotel, poco dietro al grattacielo del 109, carini ma non imperdibili (io il castello non l’ho trovato).

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Proseguiamo la passeggiata fino al Yoyogi Park dove visitiamo il Meji Jingu e il relativo giardino.
Il tempio mi è piaciuto perché l’ho trovato particolarmente silenzioso e meditativo, qui abbiamo comprato una delle poesie scritte dall’imperatore a cui il tempio è dedicato. Il giardino, che andrebbe di certo visto nel periodo della fioritura, è carino ma non certo speciale finchè non incontriamo una bellissima famiglia di tanuki (procioni), gli stessi che si trovano raffigurati grassi e gaudenti fuori da tantissimi negozi. Qui vediamo anche le prime carpe giganti (davvero impressionanti) che troveremo in tutti i laghi, fiumi e canali del nostro viaggio.

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Un passaggio in metro per arrivare a Shinjuku dove usciamo direttamente sotto l’Ufficio Governativo. Pranzo veloce a base di yakitori e poi su al 45° piano per goderci Tokyo dall’alto; purtroppo niente Fuji-san, però l’estensione della città è davvero impressionante.
Veloce tappa all’NS building per vedere il soffitto di vetro e il suo strano orologio (calendario?) ad acqua e poi pausa hotel. Il caldo inizia a farsi sentire e comunque per la visita di Shinjuku est è di certo meglio aspettare la sera.

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E infatti. Trovare un ristorante per cenare è complicato perché ci sono fin troppe offerte, c’è un sacco di gente e un sacco di locali e luci e casino; alla fine ci infiliamo giù per una scala che porta a una micro bettolina sotterranea dove, sempre con l’ordinazione a pulsanti, mangiamo abbondantemente con due ciotoloni di riso coperti da arrosto per Ste e fritti misti per me.
Per digerire torniamo in superficie e ci concediamo una bella passeggiata prima in direzione Golden Gay (dove troviamo anche un bel tempietto illuminato) e poi Kabuchiko, decisamente meno osè e sconvolgente di quanto mi aspettassi.
Tornati in camera la tv sta trasmettendo il telefilm tratto dalla serie di manga GTO! Fantastico!

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Nota del giorno: in metro tutti leggono, o dormono o scancherano con il cellulare. Tutti quelli che leggono hanno il libro coperto da un’anonima sovra-copertina. Privacy o paura di rovinare il volume?


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