Kamakura

Mercoledì 8 agosto
Gita a Kamakura, primo giorno di JR Pass.
Arriviamo presto in stazione per vedere come funziona la cosa e qui ringrazio il cielo e chi lo aveva consigliato nei diari di essermi annotata da casa sia il binario che il nome/numero del treno da prendere. Fatelo e risparmierete davvero un sacco di tempo e di patemi.
Facciamo colazione in una specie di pasticceria un po’ meno cara di Starbuks e poi prendiamo il nostro trenino, lentissimo e pienissimo di persone.
I templi che abbiamo visitato:

Engaku-ji. Bello, pieno di angolini e cose da vedere, le statue di Kannon, il laghetto, i giardini. Sembra una specie di villaggio dove vive un sacco di gente. Qui abbiamo fatto un po’ di incontri interessanti:
–         Una controllora dei contatori del gas che disperata non riusciva a trovare il tombino che i monaci avevano opportunamente coperto con la terra e che continuava a contare i passi e consultare la sua mappina del tesoro.
–         Il nostro primo folletto giardiniere con il cappello a punta
–         Le sacerdotesse che si allenavano al tiro con l’arco
–         Un micio molto zen e molto coccoloso.

Tokei-ji. Il tempio in sé non è un granchè, il giardino deve essere bello quando è periodo di fioritura, però il cimitero sulla collina per me vale la pena. Questo era un tempio che fungeva da rifugio alle donne che volevano divorziare e sono tutte seppellite lungo il fianco di una collina coperto da un bosco di cipressi. L’atmosfera è molto suggestiva e a me ha ricordato i paesaggi magici di Miyazaki: da un momento all’altro mi aspettavo di veder spuntare sui rami o fra i sassi i kodama, gli spiritelli bianchi di Princess Mononoke.

Kencho-ji. Bello, portali imponenti, belle sale, un giardino zen su cui si affaccia la sala meditazione. Ci siamo fatti prendere dal ghiribizzo di salire fino all’Hanso-Bo, il tempio custode di tutto il complesso, protetto da molte statue di guerrieri alati e armati e soprattutto da infinite e ripidissime scale (più di 300 gradini). Però arrivare fin lassù dà soddisfazione e quasi di sicuro vi sarete lasciati alle spalle tutti gli altri turisti.

Tsurugaoka Hachimangu. Molto grande, con bei torii e molta gente. Il museo è evitabile. Impressionanti i due laghi ricoperti di ninfee giganti dove nuotano carpe altrettanto giganti.<

Percorriamo in fretta la via dello shopping senza prestarle troppa attenzione (i prezzi mi sono sembrati abbastanza elevati) e arrivati alla stazione prendiamo il trenino per Hase.

Il tempio Hase-dera è bellissimo, prendetevi il giusto tempo per esplorarlo tutto, per cercare le statuine dei bonzini, per ammirare i giardini perfetti, per guardare il mare dalla terrazza panoramica, per fare un giro nella grotta dove sono nascoste le immaginine della dea Kannon.
Finiamo la giornata con il Grande Buddha; lui è molto imponente e vale di certo la pena ma, causa caldo e stanchezza, tralasciamo un po’ la visita di tutto ciò che gli sta intorno.

Ritorno a Tokyo e cena in una bettolina fumosa vicino all’albergo, probabilmente un ristorante cinese.

Note del giorno.
Oggi in treno è salito un ragazzo giapponese gigantesco, identico a uno dei personaggi del fumetto Bleach (Chad, per chi lo conosce). Dopo quattro giorni di attenta osservazione siamo quindi arrivati alla conclusione che tutti i personaggi che nei cartoni animati avevano tratti che noi pensavamo esasperati o caricaturali in realtà esistono davvero.
Idem per le scalinate che portano ai templi su cui gli allenatori dei cartoni “sportivi” facevano sempre sputare sangue ai loro pupilli. Credevate che la loro verticalità fosse un’esagerazione di prospettiva? Sbagliato, sono davvero così verticali e i loro gradini sono davvero così alti.

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