Tokyo: Palazzo imperiale, Museo Ghibli, Odaiba

Giovedì 9 agosto.

Trascorriamo la mattina a sgirandolare per i giardini orientali del palazzo imperiale che poi non sono altro che un parco con sentieri (per fortuna) per la maggior parte ombreggiati. Il fatto che siano tutti asfaltati ci lascia un po’ perplessi e il nostro sgomento aumenta quando, per arrivare al ponte dove si riesce a scorgere l’unico angolino visibile del palazzo dobbiamo attraversare un deserto rovente di parcheggi.

Dopo un pranzo al volo in stazione siamo di nuovo in treno, destinazione Mitaka!

Raggiungiamo il museo a piedi seguendo i tanti cartelli di Totoro e finalmente eccolo! Il Ghibli è tutto per noi! (e per qualche altro centinaio di visitatori, vabbeh…).

Purtroppo all’interno non si possono fare foto ma noi ci siamo scatenati a girarlo tutto in lungo e in largo, infilandoci in ogni passaggio o porta e salendo e scendendo tutte le scale che trovavamo. Che dire… bellissimo: i bozzetti originali, la ricostruzione del suo studio e della sua biblioteca (dentro c’è un drago, no, dico un dra-go!), e poi il cortometraggio e il Totoro all’ingresso e i nerini della polvere e il Nekobus e il robottone di Laputa sul tetto e i kodama alle finestre e le panchine con la manovella e i rubinetti a forma di gatto e… insomma, una cosa imperdibile.

La sera abbiamo altri due appuntamenti importanti. Il primo con la monorotaia sopraelevata senza conducente che porta fino a Odaiba. Lo spettacolo di passare attraverso i grattacieli di Tokyo prima e di vedere il suo skyline e il ponte tutti illuminati dopo è davvero una cosa fantastica, consigliatissima. La passeggiata notturna lungo la spiaggia poi è molto romantica.

Odaiba è un po’ un parco divertimenti, ci sono molti centri commerciali, un luna park (credo, noi abbiamo visto solo una ruota panoramica da lontano) e  in realtà non ci interessava più di tanto se non fosse stato per Lui.

Dopo le millemila foto di rito alle luci di Tokyo ci dirigiamo verso il centro commerciale che si chiama Divercity e qui, dopo averlo attraversato tutto e aver cenato nel suo irresistibile salone completamente dedicato al cibo, usciamo sulla terrazza e ci ritroviamo ai Suoi piedi.
Di chi sto parlando? Ma di Lui, sua maestosità Gundam, in tutti i suoi venti metri di metallica possanza. E per chi sostiene che sia solo una riproduzione posso solo dirvi che si accende. E si muove.

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