Egitto – Mar Rosso 2°

Maggio 2010

Vi chiederete cosa possa centrare un vulcano che se ne sta in Islanda con le mie ferie sul Mar Rosso.
Anzi, no, non ve lo chiederete, perché immagino che ormai anche i sassi sappiano quanti problemi le ceneri eruttate da quel cono dal nome impronunciabile hanno creato a chi doveva volare un po’ in tutta Europa.
Io avrei dovuto partire sabato 17 aprile alla volta di Sharm el Sheik, pacchetto “all-inclusive soft” prenotato presso il villaggio Sea Life gestito dal tour operator Phone and Go.
Come ho già scritto non mi dilungherò su quel week-end trascorso a trascinare la valigia su e giù dall’auto avanti e indietro per aeroporti. Quel week-end che alla fine, a noi come a moltissimi altri turisti, ci ha comunque visti rimanere a casa.
La Phone and Go, checché ne dicessero le opinioni negative lette in giro per la rete, si è dimostrata seria e professionale e, dopo aver gettato la spugna con i tentativi di spedirci in Egitto nella settimana pattuita, ci ha concesso, senza spese, di riprenotare l’intera vacanza.
Purtroppo il Sea Life dopo il 24 di aprile cambiava gestione, quindi ci è stato detto di scegliere sul sito una struttura alternativa.
Visto che io sono convinta che le cose, tutte le cose, debbano succedere per un motivo ben preciso, ho deciso di cambiare, oltre alla struttura, anche la località e alla fine abbiamo optato per Marsa Alam, nuova frontiera del turismo Marrossiano, dove eravamo già stati qualche anno fa trascorrendo una bellissima e rilassantissima settimana.
Fra le due alternative offerte dalla Phone and Go abbiamo optato per il Tulip Beach Resort, villaggio sito a poca distanza dall’aeroporto, di cui avevamo sentito parlare sufficientemente bene.
Per questioni lavorative l’unica settimana a cui potevamo rimandare la partenza era quella dal 9 al 16 maggio.

Ed ecco che, dopo tre settimane di silenzio e relativa calma, proprio qualche giorno prima della nostra partenza, quel benedetto vulcano decide di tornare a farsi sentire e se ne esce con un’altra nube di ceneri che si mette ad appestare i cieli del nord Europa.
Domenica mattina siamo andati in aeroporto convinti di vivere un week-end fotocopia di quello del 17. Vi riassumo dicendo che alle cinque del mattino eravamo davanti al bancone della Phone and Go, dove l’addetto, come la volta prima, ci ha detto di tornarcene a casa aggiungendo poi di provare a ripresentarci alle due del pomeriggio, orario di presunta riapertura dei voli.
Alle due ci siamo ripresentati e ci hanno miracolosamente consegnato le carte di imbarco per un volo che avrebbe dovuto partire prima alle ore 16, poi alle 19:30 e che alla fine ci ha imbarcati alle 21:30.
Però siamo partiti!

Il Tulip sul sito di Tripadvisor viene criticato principalmente per due motivi: il pontile troppo lungo e l’animazione quasi inesistente.
Altre critiche minori vengono mosse alla cucina e al fatto che non ci siano sufficienti lettini in spiaggia a disposizione degli ospiti.
Le mie opinioni in proposito:
 
– La struttura.

Nonostante gli anni che qua e là iniziano lasciare qualche segno, è ancora bella. Le camere sono grandi e disposte in blocchi di case di massimo due piani. C’è un’esagerata hall abbastanza inutile da cui si accede a una minuscola galleria di negozi (che però al momento del nostro soggiorno erano tutti sbaraccati), a una sala da biliardo (usata per tenere le riunioni dei tour operator al vostro arrivo), e a una discoteca (che mi dicono, essere rimasta deserta per tutta la settimana).
Il villaggio è dotato di due sale ristorante e di una grande terrazza all’aperto dove si può mangiare dopo essersi procurati il cibo al grande buffet allestito all’uscita dalla hall.
A completare il tutto tre piscine (una grande con bar incorporato, una recintata per i bambini e una più piccola per fare acqua-gym), un centro benessere con palestra (non ci sono mai andata), un ristorante sulla spiaggia con menù di pesce “à la carte” (anche questo è rimasto deserto per tutta la settimana) e naturalmente un’infermeria (fortunatamente non sono mai entrata neppure in quella).

 
– La spiaggia.

Non è lunghissima ma è di sabbia fine e ci si può camminare anche a piedi nudi. I lettini non sono un problema, ce ne sono in abbondanza ed eventualmente potete chiedere che ne vengano portati altri dalla piscina. Diverso è il discorso degli ombrelloni. In effetti, come già letto, sono oggettivamente pochi per il numero di ospiti che il villaggio può contenere.
Il mare è bellissimo. L’acqua per circa un chilometro dalla spiaggia rimane profonda dalla spanna al mezzo metro e dopo c’è la barriera corallina, che scende fino a circa una decina di metri, scavalcabile grazie al pontile.

 
– Il pontile.

Naturalmente, per raggiungere e superare la barriera, è necessariamente lungo 750 metri.
A molti questa cosa sembra non essere andata proprio giù; io invece mi sono goduta le passeggiate al sole con lo sguardo puntato all’acqua per individuare qualche pesciolino.
L’accesso all’acqua dal pontile è permesso da due scale a pioli che scendono a piombo. A primo acchito possono essere un po’ inquietanti ma dopo un paio di su e giù ci si abitua.
La barriera davanti al villaggio è bellissima.
Noi l’abbiamo trovata coloratissima e ricca di pesci a qualunque ora del giorno.
E soprattutto a poca distanza vivono due bellissime tartarughe che il bagnino del pontile vi aiuterà a scovare.

 
– Il cibo.

Chi va in vacanza sul Mar Rosso dovrebbe sempre tenere a mente che sta andando in mezzo al deserto. Che frutta e verdura non sono cose scontate. Che il maiale in questi paesi non si mangia. E che i pesci che si pescano qui non sono quelli di casa nostra.
Come detto prima i pasti venivano sempre serviti a buffet. Le diverse aree comprendevano: prodotti da forno, piatti freddi, piatti caldi, pasta saltata al momento, frutta, dolci e barbecue fuori in terrazza.
Pur cambiando ogni giorno il nome dei piatti e più o meno i condimenti, il menù in definitiva si poteva riassumere in: riso con qualcosa, manzo in qualche modo, verdure cotte, verdure crude, patate, pollo e pesce. E naturalmente, pane e dolci.
Io dico che per una settimana in un paese in cui non crescono neanche i rovi ce n’é a sufficienza per sfamarsi e mangiare ogni giorno qualcosa di diverso.
La qualità è una faccenda diversa. Io ho solo un’altra esperienza a Marsa Alam con cui fare il paragone e, mi spiace ammetterlo, il Tulip nel confronto perde. Ma non siamo di certo morti di fame.

 
– Il personale.

Comincio con il dire che in questa come nell’altra vacanza io con il personale egiziano mi sono sempre trovata molto bene.
Sono persone educate e il più delle volte discrete e sorridenti.
Poi ci sono i negozianti o alcuni camerieri più espansivi che vi attaccheranno dei bottoni infiniti parlandovi della loro vita, sfoderando tutte le parole che hanno imparato in italiano e in pratica costringendovi ad accettare il loro the o a comprare qualcosa da loro.
Ma è così in tutti i paesi mediterranei e l’unico modo per vivere bene questa cosa è arrivarci consapevoli e licenziare le attenzioni non gradite con un sorriso ed eventualmente un gentile rifiuto. Nessuno vi salterà al collo per questo.
Rilassatevi.
L’esperienza al Tulip non è stata differente né con i camerieri o i giardinieri, né con i ragazzi del centro benessere o quelli con le bancarelle sulla spiaggia.
E’ stato però parecchio differente per quanto riguarda almeno un paio di cose.
La prima riguarda il personale alla reception che in entrambi i casi in cui abbiamo avuto a che fare con loro (check-in e check-out) hanno cercato di spillarci denaro in modo che mi limiterò a definire “improprio” mantenendo in entrambi i casi atteggiamenti strafottenti e fastidiosamente disonesti.
La seconda riguarda i ragazzi che dovevano occuparsi del servizio in spiaggia. Lo so che “fanno tutti così” e che è in fondo colpa degli italiani che per primi hanno iniziato questo circolo vizioso, ma io ho trovato piuttosto fastidioso che molti turisti all’inizio della vacanza pagassero una bustarella per farsi tenere occupati i lettini e gli ombrelloni un giorno per l’altro.
In definitiva una struttura in cui non siamo stati male ma dove, dovessimo tornare a Marsa Alam, non credo torneremo, anche solo per la curiosità di vedere altre spiagge e altri villaggi.

Escursioni

Ogni villaggio vacanze ha il suo pacchetto di escursioni da offrire al cliente.
Le escursioni sono sempre a pagamento e possono occupare una mezza giornata o un giorno intero.
Vi verranno descritte al vostro arrivo e dovranno essere prenotate e pagate il giorno prima della partenza.
Per quanto riguarda il Mar Rosso sarà sempre possibile:
–          fare una gita nel deserto completa di cammellata e the offerto in una tenda beduina
–          andare nel deserto con i quad, le moto a quattro ruote
–          andare a visitare Luxor, Assuan e i loro monumenti storici
–          andare in barca a visitare qualche parco marino
–          essere scarrozzati in giro per bazar dove farsi travolgere dalle contrattazioni dei mercanti
–          visitare qualche centro abitato, magari antico, vicino al villaggio turistico
Marsa Alam, in aggiunta a queste vi offre la possibilità di andare:
–          alla cosiddetta “Dolphin House”, riserva marina dove appunto dovreste incontrare i delfini
–          al parco marino di Berenice, che si trova a sud, verso il confine con il Sudan.
–          al mercato dei cammelli che si tiene a Shalateen

Avendo già provato la volta scorsa la gita nel deserto con cammellata, la bellissima esperienza con i delfini e la gita a Sharm el Luli (parco naturale), questa volta ci siamo limitati a una sola escursione e mezza.
La mini crociera fra le isole dell’arcipelago vicino a Berenice (partenza dalla marina di Hamata) è stata bella per i colori e per i diversi tratti di barriera che abbiamo potuto esplorare in autonomia, ma tutto sommato non vale i soldi che costa (€ 60 a testa) e soprattutto le due ore di pullman all’andata e due al ritorno.
La brevissima visita serale a Port Ghalib, marina di proprietà dello stesso emiro che possiede l’aeroporto di Marsa Alam, è stata interessante ma anche un po’ inquietante.
L’emiro infatti ha fatto costruire un’intera cittadina di appartamenti vacanze attorno a una galleria piena di negozi e a una piazza che vorrebbe competere con luoghi come Porto Cervo o Portofino e che ci riesce in assoluto sia per eleganza sia per pulizia sia per stile… se non fosse che l’intero baraccone è quasi completamente disabitato.
Immaginatevi di gironzolare per Gardaland senza incontrare anima viva…