Recensioni ritardatarie


In ritardo con le recensioni del mese unisco quelle di aprile e di maggio in un unico post.

More about La profezia della dama Shizuka
Takashi Matsuoka – La profezia della dama Shizuka

E’ il seguito del romanzo “Nube di passeri”, letto millemila anni fa, che mi era piaciuto moltissimo. Ho trovato questo libro in luogo bizzarro in centro a Modena che si chiama Divisione Libri, in pratica è una grande bancarella di libri vecchi, ripescati dai magazzini degli invenduti delle librerie. Naturalmente i libri sono un po’ ingialliti, alcuni stropicciati, ma sono scontatissimi e leggenda narra che talvolta si incontrino delle vere perle.
La profezia della dama Shizuka si lega strettissimamente al primo romanzo e in effetti all’inizio ho fatto un po’ fatica a ricordarmi tutto, ma conserva comunque una dignità di romanzo “a parte” perché racconta ciò che è accaduto prima e dopo (con numerosissimi salti fra passato e presente) la storia narrata nel precedente libro.
Ho ritrovato con piacere i personaggi che avevo amato, ho apprezzato vecchie e nuove ambientazioni, ho trovato risposte ad alcune domande che nonostante gli anni trascorsi ricordavo ancora essere rimaste in sospeso. Unica nota negativa, non viene spiegato tutto e  nuovi interrogativi prendono forma. Visto che il romanzo è del 2004 temo che questa volta rimarranno definitivamente senza risposta.

More about I grandi miti greci
Luciano De Crescenzo – I grandi miti greci

Avevo voglia di un ripasso di mitologia classica e vedendo questo libro ho pensato, perché no? Con De Crescenzo sarà anche divertente oltre che istruttivo.
La risposta è nì, nel senso che è si, divertente, ma a tratti ripetitivo e non ho trovato quasi nulla che già non conoscessi. Non essendo io una massima esperta in materia (anche se ammetto che mi è sempre piaciuta) immagino che questo significhi che non è un compendio così approfondito.
Comunque molto gradevole.

More about La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco
Enrico Brizzi – La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco

Vi è mai capitato di organizzare con gli amici una riffa in cui liberarsi dei regali più brutti che abbiate mai ricevuto o di tutto il ciarpame che invade cassetti e solai di casa vostra?
A me si e questo libro è stato uno dei premi che ho vinto direi un paio di Natali fa.
Di Brizzi io avevo letto Jack Frusciante quando uscì e fece tutto quello scalpore. Il suo stile frizzante mi piacque molto e nell’entusiasmo dei miei sedici-diciassette anni mi procurai anche il suo secondo romanzo, Bastogne che fu una delusione totale. Da allora di lui non ne volli più sapere.
Ho incontrato di nuovo Brizzi fra le pagine di Traveller, dove per qualche mese ha scritto articoli sui suoi viaggi a piedi su e giù per l’Italia. Piacevoli, niente da dire.
Infine questo libro, lo avevo in casa, ero a corto di letture, era cortissimo giusto per riempire quei due-tre giorni che mi occorrevano per andare in biblioteca.
Che dire.
Lo stile è ancora quello frizzante, ma io non ho più sedici anni.
L’ho trovato davvero un po’… poco e intriso di una specie di supponenza autocelebrativa che a tratti mi ha dato persino fastidio.

More about Una stanza tutta per sé
Virginia Woolf – Una stanza tutta per sé

Un femminismo sobrio e soprattutto intelligente, come dovrebbe essere, che inneggia al rispetto e alla bellezza delle diversità.
Piacevolissima lettura che fa nascere il desiderio impossibile di poter conoscere di persona una donna di tal fatta, ironica e profonda, realistica, autoritaria ma anche sognante.

More about L'abito di piume
Banana Yoshimoto – L’abito di piume

Fissata come sono in questo periodo con il Giappone non avevo ancora letto nulla di una delle sue scrittrici più note.
Ho scelto il libro a caso dallo scaffale della biblioteca e credo di aver trovato, leggendo notizie a proposito della sua produzione, uno di quelli più adatti a me.
E’ un libro delicato, una specie di fiaba moderna. Una parentesi circonfusa di serenità, pace e piccole cose da riscoprire.
Una carezza.

More about Angel
Anne Rice – Angel

Oh Anne, perché?
Io che ho sempre usato il tuo nome come scudo contro gli indecenti personaggi brilluccicanti della Meyer, io che ho dovuto distaccarmi per un po’ di tempo dai tuoi romanzi Mayfair perché davvero troppo, troppo coinvolgenti, io che ho sempre tessuto lodi sperticate sul tuo talento, i tuoi personaggi, le tue intricate storie che mai mancavano di procurare qualche brivido… ora non posso che dirmi davvero delusa.
In realtà già dagli ultimi romanzi dei vampiri avevo intuito che qualcosa non andava. Erano diventati scialbini, ripetitivi, al limite della noia.
Ma questo.
No, non è un brutto libro.
La scrittura della Rice è sempre impeccabile.
Però è un libro inutile.
Due storie appiccicate l’una all’altra con una colla improbabile. Un libro che porta il nome degli angeli ma che di essi non ci dice proprio nulla.
Tu che tanto avevi curato la genesi dei tuoi magnifici vampiri, oh Anne!
Un libro superficiale. Un finale al limite del melenso. Personaggi che avrebbero potuto essere magnifici ma che intravediamo solo di sfuggita come un turista che visita Parigi a bordo di un bus che non fa fermate.
Sono triste.

More about Un karma pesante
Daria Bignardi – Un karma pesante

A me la Daria fa simpatia e quando mi sono trovata questo libro in biblioteca mi son detta, beh, chissà come scrive?
Daria scrive veloce, scrive frammentato, scrive frasi brevi in brevissimi capitoli.
Scrive la storia turbinante di una donna che accidenti, ne ha di cose da raccontare. Scrive dell’animo di quella donna che, accidenti, mica facile starle accanto.
Però tutto è realistico, interessante, mai pesante.
Mi piace come scrive Daria. Mi piace Eugenia, la sua protagonista, tutti i suoi casini e anche il finale della sua storia.


Per gli utenti di Facebook, a questo indirizzo info pratiche per dare e ricevere aiuti concreti.

P.S. Gli organizzatori ci comunicano che l’evento “San Prospero Fantasy” che avrebbe dovuto aver luogo il 2 giugno è stato annullato e rimandato a data da destinarsi. Diffondo la notizia come da loro richiesto.

 


Dark shadows

No, il film di Burton non potevo perderlo.
Vado al cinema due volte l’anno ormai, e una è riservata per lui.
Non ho voluto sapere nulla della trama, non ho guardato trailer o anticipazioni per potermelo gustare meglio tutto assieme e tutto in una volta.
Bello.
Cast notevole, scenografie meravigliose, begli effetti speciali, una colonna sonora che è davvero una genialata.
Ma soprattutto: ironia, elegante e ben dosata.
Un film che, pur essendo quasi al limite della parodia, restituisce dignità (finalmente) ai mostri classici della letteratura: il vampiro, il licantropo, la strega e il fantasma, riconsegnandoli al grande pubblico in modo fresco e moderno ma dannatamente degno.
Perché personaggi eterni come i Mostri meritano di essere ricordati in modo diverso da quello spacciato utimamente da cinema e letteratura.
Era una missione che, in tempi di vampiri brilluccicosi e buonisti e licantropi figaccioni e pentiti, andava portata a termine. E un paladino della fiaba noir come Burton non poteva esimersi dal raccogliere quella bandiera.
E di questo lo ringrazio.

Però.
Però.
Vorrei tanto che Burton trovasse per noi un’altra bella fiaba di quelle nascoste nella tradizione e poco conosciute. Vorrei che per noi la traducesse in immagini e in meraviglia, come solo lui sa fare.
Basta classicissimi, è ora di tornare a sognare davvero.

 


Un po’ di aggiornamenti

A che punto siamo?
Sono giorni strani, tristi per colpa del terremoto (che io dal mio arrocco appenninico non ho neppure avvertito, ma che ha comunque colpito la mia regione), tristi per la pioggia e l’atmosfera novembrina che davvero, davvero, ha di molto stancato.
Però sono comunque giorni intensi di lavoro, persino troppo, di questo passo si rischia di arrivare all’estate allo stremo delle forze.

Ma ciancio alle bande, non perdiamoci d’animo! A che punto siamo, dunque?

Finisterra.
Il primo libro inizia a raccogliere recensioni, meno smaglianti di quelle che avremmo voluto ma tutto sommato positive, alcune critiche ce le aspettavamo, altre ci hanno fatto riflettere su come proseguire il lavoro.
Il secondo romanzo è in fase di superediting, con il mese di giugno finirà nelle mani delle editrici che lo esamineranno per l’ok definitivo. Il terzo invece è in fase di prima stesura, avrei voluto scriverne di più in questo maggio, ma purtroppo la revisione del secondo mi sta risucchiando davvero tutte le energie.

Proseguono le presentazioni:

Domenica 27 maggio, ore 16 presenteremo “Le Sorgenti del Dumrak” al Pandino Fantasy Books

Sabato 2 giugno, ore 19:30, saremo invece al San Prospero Fantasy

Dove naturalmente siete tutti invitati ^_^


Storie di confine.
Dopo un’accurata revisione del mio racconto svolta insieme ai bravi editors/redattori di Terre di Confine, sono in attesa dell’uscita dell’antologia che, da quello che si legge sul forum, ha trovato un editore e sarà data alle stampe verso la fine dell’anno.
Intanto è stata scelta la copertina, che io trovo molto suggestiva e che vi posto qui di seguito

Ricordo che l’antologia conterrà altre illustrazioni (accompagneranno i primi racconti classificati) e soprattutto che l’intero ricavato delle vendite del libro verrà devoluto all’associazione di Medici Senza Frontiere.

Vorrei tanto parlarvi di viaggi, di luoghi nuovi, di gite fuori porta ma purtroppo il meteo e il lavoro scrittevole non hanno concesso molte chances. Speriamo che l’estate si decida finalmente ad arrivare.
Novità fiorellinose sul mio terrazzo, appena esce un po’ di sole vi faccio qualche foto, promesso 😉
A presto!


Ultime visioni

 
Avevo già visto questo film parecchio tempo fa ma ammetto che, immagino per colpa della stanchezza, quella sera me lo dormii quasi tutto.
Ho deciso di dargli una seconda possibilità, perchè la Coppola mi piace, perchè Murray e la Johansson mi piacciono… e per farmi un po’ di male guardando la Tokyo che avrei dovuto visitare la primavera scorsa, giusto giusto di questi giorni.
Felice di avergliela concessa perchè è un film divertente e dolcissimo.


Il mulino dei dodici corvi è uno dei primi romanzi letti di cui abbia memoria.
Una fiaba nera di cui non ricordavo i particolari, ma le cui suggestioni erano ancora ben chiare, anche a distanza di tanti anni.
Non sapevo neppure che ne fosse stato tratto un film e quando me lo sono trovato in tv ho deciso che non potevo perderlo.
Molto bello. Il film conserva tutta l’atmosfera del romanzo e ha letteralmente disciolto la distanza degli anni riportandomi a quando, sotto le coperte, ancora ragazzina, vivevo le vicende di Krabat e dei suoi compagni corvi.

 


Film interessante.
Per imparare cose sulla nascita della psicoanalisi, per imparare cose che non sapevo su Freud e Jung e il loro rapporto.
La Knightley è talmente brava nella sua interpretazione della follia da fare quasi paura.


L’invasione delle uova di Pasqua

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Non so se succede anche a voi ma, a quasi un mese di distanza da Pasqua, io ho ancora la casa invasa dai cocci delle uova di cioccolata.
Affinchè non si ripeta, come l’anno scorso, lo stazionamento in frigo di un tutti quei pezzetti per mesi e mesi, urge impiegarli in qualche modo.
Uno di questi può essere la Torta Cioccolatina

Ingredienti:
– 100 gr di burro
– 200 gr di cioccolato fondente
– 100 gr di zucchero
– 3 uova intere
– 2 cucchiai di farina

Niente lievito e pochissima farina, come vedete. E’ una torta che deve rimanere bassa e bagnatina, tagliata a cubetti è come un gudurioso e morbido cioccolatino.

Fate fondere a bagnomaria il cioccolato con il burro e lasciatelo raffreddare.
Nel frattempo montate le chiare a neve e i tuorli a parte con lo zucchero. A questi ultimi aggiungete la farina, sempre mescolando.
Incorporate poi le chiare e il cioccolato fuso.
Versate il composto in una tortiera imburrata e infarinata larga almeno 20 cm e cuocete in forno a 180° per 20 minuti.
Volendo alla fine si può guarnire con zucchero a velo, ma personalmente la preferisco al naturale, un po’ meno dolce.

 


Nuovi amici

Da un po’ di tempo seguo il blog di Laura e dal primo momento mi sono innamorata del suo acquario virtuale.

Oggi piove chediolamanda e tutto questo freddo&grigio rischia di deprimermi, quindi, per tirarmi un po’ su il morale, ho deciso di adottare una famiglia di pesciolini anche io.
All’inizio erano sette ma in effetti mi sembravano un po’ troppo sacrificati.
Se cliccate sull’acqua potete dar loro da mangiare, non esagerate però, che poi mi diventano obesi.
:-)


Tre giorni a Torino


A fine marzo ci siamo concessi un week-end per staccare la spina.
Tre giorni a disposizione, poco tempo per organizzare, preparare, brigare.
La meta prescelta è stata Torino, città che non avevo mai visitato e di cui tutti parlavano sempre un gran bene.
Colpa forse di aspettative eccessive devo ammettere che un pochino mi ha deluso. La città è senz’altro bella e piena di cose belle da vedere, ma non è scattato il cosiddetto “colpo di fulmine”.
Qui trovate il diario con i link utili e, non appena avrò vinto la battaglia contro la photogallery, vi farò vedere anche un po’ di fotine 😀

Aggiornamento:
Vittoria! Qui potete vedere la gallery delle foto. Enjoy!


Letture di Marzo

More about Il conte di Montecristo

Alexandre Dumas – Il conte di Montecristo

E’ successo che la Newton Compton uscisse con questa bellissima collana di ultra-classici in versione integrale, morbidosa, enormous-sized, con queste copertine fumettose e caricaturali che uno mica poteva lasciarle lì. Poi c’era la super offerta a € 9,90, e quel giorno ti regalavano anche la borsetta porta-libri di lino con una delle caricature (ho preso Dante, era troppo bello XD).
E niente, è andata a finire che mi sono comprata le opere complete della Austen e lui, il Conte di Montecristo, uno di quei romanzi di cui tutti parlano bene, uno di quei classicissimi che è imperdonabile che tu non abbia mai letto.
E’ rimasto intoccato nella libreria per un tot di mesi.
Poi d’un tratto mi sono trovata a esaurire la pila di libri accatastati sul mio comodino e lui era lì che mi occhieggiava severo: “Ora tocca a me”.
Lo sapete che i sigari cubani Montecristo devono il loro nome proprio al romanzo di Dumas? Si, perché in fabbrica c’era sempre, a rotazione, uno degli operai che leggeva mentre gli altri arrotolavano foglie di tabacco. E mica leggeva un giornaletto di pettegolezzi qualsiasi, nossignore! Si leggevano romanzi e questo era uno dei loro preferiti, tanto da volerlo celebrare con un signor sigaro.
Ho iniziato a leggerlo immaginandomi questi lavoratori intenti ad ascoltare, giorno dopo giorno, come in una soap a puntate, le vicende di Edmond Dantès e ho subito capito perché era il loro preferito.
Quando mi accingo a leggere un superclassico sono sempre un po’, come dire, rassegnata. Di certo i classici lo sono diventati per buone ragioni, ma diciamo che la scorrevolezza dei testi non è proprio come quella dei romanzi moderni.
Invece da questo punto di vista il Conte è davvero fuori dal suo tempo. Agile, avventuroso, trascinante. Certo, ha anche lui i suoi momenti di “stanca”, che però in un mattone da 800 pagine sono in proporzione davvero pochi.
E dunque ve lo consiglio, anche se non amate i classici, anche se temete quel muro di pagine sottili come carta velina. Ve lo consiglio perché i personaggi di Dumas sono vivi, moderni, reali e si muoveranno letteralmente davanti ai vostri occhi come se fossero lì con voi nella stanza. E l’intreccio con cui l’autore lega i destini di tutti loro è deliziosamente intricato, complesso, machiavellico.
Non vi pentirete del tempo passato con lui.

More about Venivamo tutte per mare

Julie Otsuka – Venivamo tutte per mare

Libricino che ha attirato la mia attenzione per la copertina che ritrae una fanciulla giapponese con lunghissimi capelli sciolti. Lo sapete che ultimamente ho la fissa per il Giappone.
Però questo è un libro che parla dei giapponesi che emigrarono in America all’inizio del secolo scorso e quindi non proprio del Giappone.
Acquisto felice.
La scrittura è una specie di esperimento. E’ tutto narrato con una voce corale, proprio come se i fantasmi di tutte quelle donne (si, è un romanzo tutto femminile) fossero lì attorno a te a sussurrarti le loro storie, i loro sentimenti, i loro dolori e le loro gioie. Attraverso gli anni e lo spazio.
L’effetto è affascinante e coinvolgente.
Bello.

More about La collina dei conigliRichard Adams – La collina dei conigli

Frequentando un po’ i gruppi di anobii questo titolo che non conoscevo (ebbene si) è uscito più di una volta in quelle classifiche del tipo “il libro più bello che avete letto”, “il libro della vostra infanzia a cui siete più legati”, “un libro fantasy che vi è piaciuto” eccetera.
E’ una fiaba che parla di conigli, ambientata in Inghilterra. Nell’aletta della copertina si paragona Adams a Tolkien. Tutti quelli che ne parlavano lo facevano con toni trasognati.
Avevo altissime aspettative per questo libro.
Purtroppo ammetto di averlo trovato un po’ noioso, diciamo lento và, che è meno brutto come termine.
La fiaba è bella ed è facile per me immaginare una mamma con il figlio sotto le coperte a leggerlo insieme a voce sussurrata. La mamma dovrà semplificare qualche termine un po’ troppo aulico o retrò al suo piccino del nuovo millennio, ma sono certa che per entrambi l’esperienza sarebbe molto piacevole.
Ho apprezzato invece moltissimo il linguaggio, non tanto per le invenzioni della lingua “lapina” quanto proprio per le parole scelte dall’autore per descrivere la campagna inglese e le sensazioni dei suoi coniglietti. Ricercata, preziosa, di innegabile valore.

 

 


Zucchine gratinate


Primavera alle porte.
L’aria si intiepidisce e si è presi dall’improvvisa voglia di scrollarsi di dosso l’inverno, il freddo, i chili di troppo.
La settimana scorsa, presa da questo folle raptus salutista che mi coglie almeno un paio di volte l’anno, ho comprato un sacco di verdura. Io che per la verdura non sono proprio mai andata matta. Anzi.
E niente, ieri sera c’erano queste due zucchine che stazionavano sul fondo del cassettone del frigo.
Mia nonna usava la zucchina come termine di paragone per le persone non troppo sveglie o di non particolare spessore.
“T’è propria un sucàt”, pronunciato con la esse dura, parente della zeta, tipo staffilata.
Eppure con le zucchine si possono cucinare un sacco di piatti. Per esempio i fiori di zucca impanati e fritti, ecco, che però non sono particolarmente dietetici, oppure gli involtini di zucchina con la pancetta, che però non sono particolarmente “detox”.
Alla fine sono stata brava e mi sono limitata a cucinarle in modo sano, senza carne e senza grassi aggiunti.


Ingredienti:
zucchine
parmigiano reggiano
pan grattato
sale e pepe

Tagliate a metà per il lungo le vostre zucchine dopo averle private delle estremità. Con un cucchiaino da caffè svuotatele a mò di canoa e frullate la polpa in una ciotola a parte. Aggiungete alla purea così ottenuta il formaggio grattugiato, un po’ di pane, sale e pepe.
Riempite le barchette con il composto, ponete le zucchine in una terrina su un foglio di carta da forno appena appena spennellato d’olio e spolverizzatele con un altro po’ di pane.
Forno a 180° per 45 minuti. Servire calde.